Tra le vestigia dei monumenti, dei templi, dei sepolcreti, delle statue romane che, ancora oggi, rendono suggestiva la via Appia, si trovano anche lapidi sepolcrali ebraiche. Nelle immediate vicinanze,nel 1859, sono state scoperte le catacombe di Vigna Randanini all’interno delle quali è stata rinvenuta una iscrizione funeraria in greco in una cornice a coda di rondine; la tomba apparteneva a Petronio, figlio ventiquattrenne di Onorato e Petronia. La datazione di queste catacombe, in uso dopo i cimiteri a cielo aperto, ci viene dalla stampigliatura dei mattoni e si colloca tra il I e il II secolo d.C. anche perché, dopo quest’epoca le lapidi mostravano iscrizioni in latino.
Queste catacombe, come le altre che sono state scavate nel sottosuolo di Roma, sono formate da strette gallerie che talvolta si allargano in spazi più ampi e si snodano tra cunicoli e ambulacri.
Lungo i muri delle gallerie si aprono i loculi, in genere sovrapposti in più ordini, che servivano per custodire i defunti e venivano chiusi con mattoni o, talvolta, con lastre di marmo.
Nel sottosuolo di Villa Torlonia gli ambulacri si snodano per circa nove chilometri e, nella parte più antica, sono stati rinvenuti affreschi con simbologie ebraiche, tra le più frequenti l’Arca della Legge e il candelabro a sette braccia.
Si ringrazia Micaela Pavoncello – Jewish Rome Tour – per la realizzazione dei testi