Durante l’intera giornata sono in vigore tutte le regole di osservanza del Sabato, più altri divieti specifici: mangiare e bere, lavarsi (anche i denti), spalmarsi creme, calzare scarpe di pelle, avere rapporti sessuali. I minori sono esentati dai divieti specifici di Kippur, ma negli ultimi anni che precedono il bar/bat mizvà vanno educati progressivamente all’osservanza di queste norme. Le puerpere, le donne incinte, le donne che allattano e i malati devono rivolgersi a un Rabbino per sapere come comportarsi.

Il digiuno termina dopo l’Havdalà e non dopo il suono della Shofar.

La sera dell’entrata del Kippur si indossa il Tallet durante la preghiera di arvit (si inizia quando è ancora giorno per poter dire la benedizione: “Baruch atta A-donai E-loenu melech aolam asher kiddeshanu bemizvotav vezivvanu leitattef bezizit“).

Alla fine del digiuno si fa l’Havdalà omettendo la benedizione sui profumi. Per la benedizione sul fuoco (“Borè meorè haesh“), si deve accendere la candela usando un fuoco che sia rimasto acceso fin dalla vigilia. Subito dopo la fine di Kippur si inizia la costruzione della Sukkà.

Via – Comunità Ebraica di Roma