La Deputazione in Azione

Aiutiamo chi aiuta

10/03/2010

La Deputazione, ente fondamentale di assistenza ai più bisognosi, ha bisogno del nostro aiuto: crescono i servizi ma è necessario ripianare il disavanzo economico.

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Riportiamo di seguito un articolo pubblicato sul mensile di informazione ebraica Shalom del numero di marzo 2010:

Siamo all’inizio dell’anno con un’emergenza sociale da affrontare e con il rischio di un pesante disavanzo se le consuete offerte verranno meno, a fronte di un aumento inaspettato delle spese destinate a sussidi per i giovani, per le famiglie e per gli anziani. L’emergenza sociale, prodotta anche da una crisi economica, necessita di maggiori fondi di quanti ne fossero stati preventivati.

Gli ambiti di lavoro sono numerosi e vi si dedicano sia volontari sia professionisti con interventi che spaziano dalla precarietà economica a problemi coniugali o fiscali. A coadiuvare la Deputazione oltre alle strutture e ai servizi della Comunità ci sono anche le istituzioni pubbliche, i servizi sociali e sanitari territoriali come Asl e ospedali, e gli Enti internazionali, quali ambasciate e consolati.

Nonostante un lavoro costante e capillare di volontari e professionisti , il 2009 ha aperto il maggior numero di casi degli ultimi 20 anni affrontando il 10% dei circa 15000 iscritti alla comunità. E se per tutto il 2008 e 2009 la Deputazione è riuscita ad affrontare l’emergenza incipiente chiudendo il suo bilancio in parità sia ricorrendo a ogni forma di sostegno pubblica sia attingendo a lasciti importanti ricevuti, il 2010 rischia di chiudere in rosso.

Nel servizio sociale lavorano due assistenti a tempo pieno che si occupano di più di 300 casi tra i quali spicca un notevole numero di adulti con problemi di adattamento e inserimento, adulti separati con minori, tossicodipendenti, portatori di handicap o problemi di gestione del patrimonio familiare spesso causa di conseguenti disagi familiari, di coppia e con i figli.

Alla Deputazione, ulteriormente supportata da professionisti volontari che svolgono la propria opera gratuitamente, ci si rivolge anche per chiedere una consulenza previdenziale e legale come per esempio la compilazione di moduli contributivi, benefici previdenziali o prenotazioni a visite mediche, senza contare la necessità di consulenze legali per sfratti debiti o separazioni.

Inoltre, grazie ai fondi dell’8 per mille prima e al Claim Conference poi, qualche anno fa è partito un nuovo progetto – Radici – destinato all’assistenza domiciliare e rivolto soprattutto a quegli anziani che per scelta o per fortuna possono rimanere nelle proprie case. Ad oggi una psicologa e 11 assistenti hanno seguito più di 100 persone. Il progetto assorbe circa il 12 per cento del bilancio ed è seguito da una Commissione esterna che ne controlla il buon funzionamento. Solo per fare qualche esempio 14 persone hanno chiesto assistenza sociale, 50 assistenza domiciliare e circa 30 il trasporto col pulmino.

Nel 2004 poi è partito un altro progetto, che assorbe il 3 per cento del bilancio, ed è destinato a chi ha difficoltà a raggiungere autonomamente i luoghi di incontro per poter partecipare alle attività della comunità.

Due psicologhe a tempo pieno che operano presso le scuole e due operatori domiciliari danno vita al programma di aiuti all’infanzia e supporto psicologico. Le principali forme di contributo fornito ad oggi sono state per i soggiorni estivi e la collaborazione con le scuole per il supporto psicopedagogico. A questo si accompagna il servizio di consulenza psicologica  che attraverso colloqui  si propone di risolvere problemi di giovani adulti, bambini, adolescenti, coppie e nuclei familiari in difficoltà. Tra questi 47 sono stati i casi di consulenza nelle scuole, 45 negli asili e 10 di supporto psicoterapeutico

Infine l’Ufficio Lavoro: negli ultimi anni la Deputazione ha organizzato corsi di informatica  a cui hanno partecipato una cinquantina di persone, tutti desiderosi di trovare un lavoro. Attraverso l’orientamento, l’inserimento e l’accompagnamento questo ufficio si preoccupa di reinserire nel circuito lavorativo chi ne è rimasto fuori o per difficoltà di inserimento, o per età o per livello di istruzione. Basti considerare che dei quasi 200 casi affrontati 120 sono stati di consulenza e informazione, i restanti hanno cercato di far coincidere la domanda di lavoro con l’offerta richiesta o hanno partecipato a seminari.  E ancora, come ogni ente che si rispetti anche la Deputazione ha il suo numero verde, un numero amico in realtà, un operatore che telefona agli anziani per salutarli, augurargli buone feste o semplicemente per aggiornarli sui nuovi eventi della comunità. E’ anche attraverso l’ascolto telefonico che la Deputazione fa sentire la presenza a chi è potenzialmente lontano.

Paola Abbina

Via – Shalom.it

10 marzo 2010

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